
I partiti, si sa, adorano avere il loro portafortuna, un po’ come le squadre di calcio e i le buonanime dei nostri cari avi che affidavano la sorte a ogni tipo di pendaglio o santino. Chi non si ricorda il simpatico cagnolino arancione del PPD? Un fiasco fenomenale. L’UDC per il 2007 si è scelto un caprone di nome Zottel. Zottel lo chiamerò capro, per comodo. E perché proprio grande non è, e perché tanto con tale nome si allinea ai programmi del partito che rappresenta. Una mascotte così fortunata di raro si è vista in politica svizzera, il capro possiede un sito tutto suo nel quale, accanto alle fotografie di Zottel in passeggiata, Zottel che mangia, il battesimo di Zottel, si ha addirittura la possibilità di monitorarlo un bel po’ di ore al giorno. Già perché la WebCam di notte trasmette solo immagini nere poiché il buon partito «rinuncia all’illuminazione per non disturbarci» dichiarano il capro e il suo amico Wauti (cavallo). Che tatto! Ma non finisce qui! Stando ai racconti del sito Zottel è diventato una celebrità, folle di bambini si accalcano alla porta dell’umile ovile per assistere al desinare del bestiolino o a ogni sua altra attività. Spostarsi in paese è per il capro una vera e propria marcia trionfale, tutti lo conoscono e tutti lo salutano. Tanto fieri del capro che gli otelfinghesi (abitanti di Otelfingen, il domicilio legale di Zottel), stanno pensando seriamente di rinominare il paesucolo in Zottelfingen: alla faccia delle risate di tutti gli studenti di storia Svizzera negli anni a venire. Ma chi, chi ha dato questa brillante idea all’Ueli Maurer o al Blocher o allo Schmid? Adottare un capro quale insegna del partito, che idea! Sarà stata una cosa fatta a caso? Il buon agricoltore Ernst Schibli ha chiamato i capoccia dicendo: «Ehi raga, c’avrei trovato una bella mascotte visto che voto SVP!»? Il nome del tenere capro è stato, si racconta, scelto per maggior presenza tra le proposte ricevute dall’UDC. Ma l’origine prima di tale scelta (da parte dei propositori s’intende) è un libro illustrato per bambini famosissimo in terra elveticoteutonica, disegnato da un buon Alois Carigiet (1902-1985). L’UDC mette stranamente avanti le mani scusandosi e liberandosi da ogni responsabilità del parallelo tra libro e nome: «l’UDC non aveva previsto che il nome fosse così fortemente legato al libro». Mi vien da dire che di gente che si chiama Zottel non ne esiste più molta neanche in Svizzera tedesca, e che se non era Zottel allora la seconda scelta avrebbe dovuto essere Mickey Mouse, ma forse aspettano l’anno prossimo per proporre una mascotte pantegana. Resta che per unica colpa l’Alois Carigiet ha il fatto di essere morto il giorno 1° agosto, cosa che avrà fatto giuggiolare i Blocher, gli Schmid e tutti quei 500 delegati UDC che hanno scoperto per la prima volta l’esistenza del Carigiet il 26 ottobre 2006 (giorno di presentazione ufficiale del capro). La storia narrata nel libricino Zottel, Zick und Zwerg racconta del capro che si perde in montagna con alcuni suoi compagni di brucamento, e tutte le avventure del contadino e del suo cane per ritrovare le bestiole disperse e riportarle sane a case. Il pensiero va veloce al buon pastore e ci possiamo fermare lì, penso che Carigiet tanto oltre non volesse andare, scriveva per degli infanti. Un idolo dei bambini, dunque, il capro. E l’UDC a questi bambini si rivolge nel sito: è infatti il capro a scrivere nel sito, raccontando in prima persona di come si trova bene tra gli UDC, che l’UDC gli ha regalato la campanella, che l’UDC con i soldi dei donatori informerà sui capri Svizzere e Svizzeri. È tutto così terribilmente tenero!È però da riportare la spiacevole notizia secondo la quale l’UDC si è beccato una denuncia da parte della Protezione Svizzera degli animali perché il capro sarebbe troppo accarezzato. La cosa è sconcertante, e forse hanno ragione sul sito di Zottel a dire che la Protezione degli animali dovrebbe occuparsi di veri casi di maltrattamento. Certo è che se poi anche la denuncia i nostri UDC la trasformano in propaganda io allucino. Infatti il comunicato della lamentela appare così, sempre dalla bocca dolce di Zottel: «le carezze dei membri del partito (dunque per esempio quelle dei consiglieri federali Samuel Schmid e Christoph Blocher) costituiscono una fatica obbligata eccessiva per me». Insomma in pratica il messaggio è che la Protezione degli animali ha denunciato Babbo Natale, la Fata Turchina e il Topolino dei Denti per abusi sessuali su piccolo esserino indifeso. A me sembra davvero che si poteva evitare cari i miei redattori furbetti. Anche perché subito dopo la Protezione degli animali diventa la sinistra intera. Gli insegnamenti che ci dà Zottel? Innanzitutto che per l’UDC ormai la propaganda va fatta fin nella culla, che i ragazzi imparino subito chi è il lupo cattivo e chi è l’agnello. E va fatta toccando corde già scoperte, avvicinando idoli consacrati alla propria immagine, così ben presto avremo mascotte Harry Potter e Dragonball. Ci insegna che l’UDC adora gli animali della fattoria, basta che non siano neri (vedi articolo correlato), nel qual caso bisogna espellerli: non sono un caso il capro e la pecorella degli ultimi manifesti UDC! Mi si ribatterà che Zottel non è completamente bianco: è vero, la tolleranza è importante, per questo Zottel è più bianco che marrone. Ieri sul sito dell’UDC vi erano dei filmati nei quali dei giovani rubavano, si picchiavano e facevano graffiti. Questi giovani venivano fatti passare per stranieri. Al di là della storia che gli attori sembra non sapessero per chi e cosa stessero facendo quei film, l’UDC si mostra ancora uno dei partiti maggiormente populisti e insensibili degli ultimi decenni in Svizzera (oh Lega -per il populismo- lasciata in casa nostra, naturalmente). Roger Etter ha detto ieri come questo UDC sia così lontano dall’UDC in cui militava lui, e ci sa che ha ragione nel senso che ormai la ventata della novità è finita, l’UDC vive di rendita (almeno in Svizzera tedesca, e in Ticino quanta fatica…) e ormai fa marketing: in modo schifoso anche: vendendo politica ai bambini travestita di capretto tutto soffice. Per fortuna il capro un po’ puzza e forse i bimbi alla fine si allontanano schifati e tornano a limitarsi alle pagine di Carigiet. Immagino che ricerche di questo tipo con altri partiti danno più o meno, a seconda i casi, gli stessi risultati… gli elettori li si modellano da piccoli, si sa, se no da grandi cominciano a pensare per i fatti loro ed è finita. Vedi poi te se è etico.
The Gold Pardo goes to the weird and hard-to-eat movie Ai No Yukan of Masahiro Kobayashi, Japan.
Marian Alvarez awarded for her interpretation in Lo mejor de mi.
The web site includes trailers, interviews and photos of actress and actors.
Some Photos of actors and actress at the Festival in Switzerland. Among all: Anthony Hopkins, Anna Mouglalis, …
Hopkins was yesterday in Switzerland, where he presented his new work “Slipstream” at the International Film Festival of Locarno.
Federer v. Roddick
Ancora uno dei nostri impegnati sondaggi nelle strade del Cantone per sondare usi, costumi e interessi del ticinese del nuovo millennio!
Ma faremo anche, di buona tradizione, un salto dietro le quinte della Radio e Televisione della Svizzera Italofona, alla ricerca di chicche e curiosità!
Historical & Anthropological Approach to the Memory’s Work on the 9/11/2001 Facts, in the USA & around the World. In Italian with the Purdue University Videos simulating the Crash into the WTC-I.
[Approccio alla storia della memoria sui fatti dell'11 settembre 2001]
Stavo facendo alcuni screenshot da selezione sul mio Mac usando la sequenza di tasti Mela-Alt-Maiusc-4 (che permette di selezionare una porzione di schermo e metterla negli appunti, pronta per un’incolla). Facevo questa operazione nei dintorni di un video di Google quando, per un click sbagliato , un piccolo menu a comparsa mi è, appunto, comparso!
A splendid little video making you think!
Quando delle immagini fanno davvero riflettere!
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Daniele Finzi Pasca è nato a Lugano nel 1964.
Regista, autore, coreografo e clown. Nato in una famiglia di fotografi cresce nella camera oscura del papà. Si avvicina al mondo del Circo grazie alle esperienze vissute come ginnasta e guidato dal clown Fery muove i primi passi sulla scena. Nel 1983 parte per Calcutta dove lavora in un progetto di assistenza a malati terminali. Al rientro fonda il Teatro Sunil, che dirige tuttora. Affascinato dall’universo della clowneria, sviluppa con Maria Bonzanigo una tecnica teatrale che successivamente definiranno “Teatro della Carezza”.
Durante un breve periodo di carcerazione, scontato per obiezione di coscienza, termina la trilogia dedicata alla “Fuga”. Fa parte di questa trilogia lo spettacolo Icaro, un monologo immaginato per un solo spettatore. Questo spettacolo finisce per delineare lo stile e l’estetica del Teatro Sunil. Interpretato da Daniele e recitato in sei lingue diverse, in quindici anni lo spettacolo ha fatto il giro del mondo.
Crea e dirige una ventina di spettacoli all’interno del Teatro Sunil. In occasione di una tournée in Canada incontra il Cirque Eloize che lo invita a scrivere e dirigere la loro nuova creazione. Nasce Nomade – La nuit, le ciel est plus grand, uno spettacolo che ottiene immediatamente importanti riconoscimenti a livello internazionale, seguito l’anno successivo da Rain – Comme une pluie dans tes yeux.
Il Cirque du Soleil gli affida la creazione e la regia di un nuovo spettacolo. Nell’aprile del 2005 debutta a Montréal Corteo, uno spettacolo attualmente in tournée negli USA.
Nel 2006 ha scritto e diretto la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Torino 2006. Daniele Finzi Pasca è stato nominato con lo spettacolo Rain per il Drama Desk Award come uno dei cinque migliori registi a Broadway.